Sbiancamento dentale professionale a Mirano
Lo sbiancamento professionale usa un gel a base di perossido che penetra nello smalto e scompone le molecole che lo hanno pigmentato negli anni — caffè, tè, vino, fumo. Non lima e non copre nulla: agisce sul colore interno del dente. È la ragione per cui si fa in studio e non con i rimedi casalinghi, che agiscono solo in superficie.

Come lavoriamo
Prima guardiamo, poi sbianchiamo. Un dente che si è scurito perché è devitalizzato non risponde come un dente pigmentato dal caffè, e una macchia bianca da fluorosi non se ne va con lo sbiancamento — anzi, a volte diventa più evidente. Capire da dove viene il colore è metà del lavoro, e cambia completamente cosa ha senso proporti.
Il trattamento in studio è calibrato sul tuo colore di partenza e sulla sensibilità che ci riferisci. Il risultato è visibile fin dalla prima seduta, ma l’obiettivo non è il bianco massimo possibile: è il tono più chiaro che, sul tuo viso, continua a sembrare il tuo. Il resto si nota, e non nel modo giusto.
Quando non lo facciamo
Non sbianchiamo su gengive infiammate, carie non trattate o restauri infiltrati: si aspetta di aver sistemato quelli. Non è prudenza formale, è che il gel arriverebbe dove non deve. E se il colore che vuoi non è raggiungibile con lo sbiancamento, te lo diciamo prima, invece di farti fare tre sedute per scoprirlo insieme.
Chi esegue il trattamento
Dott. Innocentini
Odontoiatria estetica e protesica, conservativa, trattamenti laser
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Il profilo completo →Domande frequenti
Lo sbiancamento rovina lo smalto?
No, se eseguito con prodotti certificati e alle concentrazioni previste. Il gel agisce sulle molecole che pigmentano lo smalto, non sulla sua struttura minerale. Gli studi disponibili non mostrano indebolimento dello smalto ai protocolli professionali. Il rischio reale non è il danno, è la sensibilità temporanea — e riguarda le settimane successive, non lo smalto in modo permanente.
Quanto dura il risultato di uno sbiancamento?
In genere da uno a tre anni, con differenze molto ampie da persona a persona. La variabile non è il trattamento, sei tu: caffè, tè, vino rosso e fumo ripigmentano lo smalto, e chi ne consuma molto torna al colore di partenza più in fretta. Una seduta di igiene regolare allunga sensibilmente la durata del risultato.
Perché non usare i kit sbiancanti che si comprano da soli?
Perché agiscono quasi solo in superficie, e perché nessuno ha guardato la tua bocca prima. Su un dente con una carie non trattata, una gengiva infiammata o un'otturazione infiltrata, il gel raggiunge tessuti che non dovrebbe raggiungere. Lo sbiancamento in studio parte da un controllo: prima verifichiamo che si possa fare, poi lo facciamo.
Lo sbiancamento funziona anche su otturazioni, capsule e faccette?
No. I materiali da restauro non si schiariscono: mantengono il colore che avevano il giorno in cui sono stati messi. Se hai otturazioni o capsule sui denti anteriori, dopo lo sbiancamento risulteranno più scure rispetto allo smalto attorno, e vanno rifatte per riallinearle. È una cosa che ti diciamo prima di iniziare, non dopo.
I denti diventano sensibili dopo lo sbiancamento?
Spesso sì, ed è la reazione più comune: una sensibilità al freddo che compare nelle prime ore e rientra in genere entro pochi giorni. Non è un danno, è una risposta temporanea dei tubuli dentinali. Se sai di avere già denti sensibili, dicci: si può preparare lo smalto nelle settimane precedenti e ridurre parecchio il fastidio.
Parliamone di persona
Ogni bocca è diversa: la risposta utile arriva dopo aver guardato. Prenota una visita, oppure chiamaci — per le urgenze siamo reperibili 7 giorni su 7.